Grande città subalpina,
capoluogo di provincia e della
regione Piemonte, estesa sulla sinistra dell'alto
corso del Po alla confluenza del
Sangone, della Dora Riparia e della Stura di Lanzo; è un
importantissimo centro industriale, commerciale e culturale.
Fu città romana col nome di
Julia Augusta Taurinorum, sorta forse sul luogo della preromana Taurasia capitale dei Taurini e fu distrutta da Annibale quando nel 221 a.C. varcò le Alpi.
Importante centro posto sulla
via delle Gallie, divenne sede di un
ducato bizantino: passata poi ai Longobardi, si oppose inutilmente ai Franchi, che ne fecero il centro di una vasta contea, a lungo contesa da diverse famiglie feudali. Fu infatti
governata dai Supponidi, quindi dagli Arduinici e verso la metà del X sec. fu costituita la marca di Torino sotto il potere di Arduino Glabrione. II
matrimonio fra Oddone, figlio di Umberto Biancamano,
e Adelaide, figlia di Olderico Manfredi II, diede I'avvio alle pretese dei Savoia sulla città, contrastate dall'imperatore che non voleva cedere il possesso dei valichi alpini.
Federico Barbarossa finì per concedere la città alla casa sabauda perché bisognoso del suo appoggio, ma le città di Asti, Chieri e Moncalieri, alleate tra loro, la sottrassero a Tommaso II di Savoia facendolo prigioniero.
Nel 1280 la città tornò nuovamente ai Savoia, e nel 1418 il duca Amedeo VIII ne fece il centro delle province del Piemonte unificate.